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PROFESSORI
Professore nell'università
Nel sistema universitario italiano, si distinguono i seguenti ruoli accademici:
* professore ordinario (o professore di I fascia)
* professore associato (o professore di II fascia)
* ricercatore universitario.
Ogni docente afferisce ad un settore scientifico disciplinare.
I
professori universitari in ruolo possono operare negli Atenei di
appartenenza per un "tempo definito" di 250 ore annuali (comprensive di
lezioni ex cathedra, assistenza agli studenti e ai laureandi) o a
"tempo pieno" (di almeno 350 ore annuali). Nel primo caso la
retribuzione è minore, ma il professore ha diritto a svolgere la sua
attività professionale anche in altri contesti. Tale disposizione,
oltre ad andare incontro a particolari esigenze degli interessati, mira
a garantire agli Atenei l'apporto di esperienze provenienti dal mondo
produttivo, diminuendo il tasso di astratto accademismo. Il professore
"a tempo definito" non può svolgere determinati incarichi
amministrativi e di coordinamento (Presidenze di Facoltà, Direzioni
dipartimentali e inter-dipartimentali, Consiglio d'Amministrazione e
Rettorato): tali incarichi sono, infatti, riservati ai soli professori
di prima fascia a "tempo pieno".
A professori ordinari in
pensione o per i quali siano stati accettate le dimissioni, che abbiano
ricoperto ruoli di rilevante responsabilità istituzionale a livello di
Ateneo o per la eccezionale produzione scientifica, gli atenei italiani
possono conferire il titolo di professore emerito, ai quali non
competono particolari prerogative accademiche.
Carriera nell'università
A
seguito di valutazione comparativa di titoli pubblicati, integrata
dalla discussione degli stessi titoli e da una lezione cattedratica di
fronte a una commissione nazionale di cinque componenti (tre professori
ordinari e due associati confermati, uno dei quali è indicato tuttavia
come "membro nominato" dalla Facoltà che ha bandito il posto dopo aver
avuto la garanzia della copertura stipendiale da parte del Senato
Accademico e del Consiglio d'Amministrazione di un Ateneo) si consegue
l'idoneità a professore di II fascia (associato non confermato).
All'atto
della chiamata in ruolo da parte delle Facoltà universitarie (qualora
vi siano più idonei nello stesso concorso, spetta al Consiglio di
Facoltà stabilire chi debba essere reclutato, tra gli idonei: in ogni
caso l'idoneità ha validità di cinque anni), s'assume per un triennio
il titolo di professore associato (non confermato). Dopo un triennio di
servizio in qualità di associato non confermato, si procede alla
conferma in ruolo da parte di una commissione nazionale di tre
professori (due ordinari, un associato), che esamina l'attività di
ricerca e di didattica svolte nel triennio di prova. Se la conferma non
avvenisse, il professore associato non confermato potrà presentarsi a
una successiva commissione incaricata di valutarne i titoli.
A
seguito sempre di valutazione comparativa dei titoli pubblicati, si può
conseguire l'idoneità a professore di I fascia dopo giudizio favorevole
della maggioranza di una commissione di cinque professori ordinari, uno
dei quali designato come "membro nominato" dalla Facoltà che ha bandito
il concorso pubblico. All'atto della chiamata in ruolo da parte delle
Facoltà universitarie (qualora vi siano più idonei nello stesso
concorso, è la facoltà che decide chi debba essere reclutato e,
generalmente, viene reclutato il candidato interno: in ogni caso
l'idoneità ha validità di cinque anni), l'idoneo assume per un triennio
il titolo di professore straordinario. A seguito poi di una valutazione
dei titoli pubblicati e delle attività istituzionali svolte da parte di
una commissione nazionale di tre professori ordinari, dopo un triennio
il professore straordinario, qualora venga confermato in ruolo,
consegue la qualifica di professore ordinario, massimo grado della
docenza accademica. Se la conferma non avvenisse, il professore
straordinario potrà presentarsi a una successiva commissione incaricata
di valutarne i titoli.
Alla "base" dell'ideale piramide (1.
Professore di I fascia; 2. Professore di II fascia; 3. Ricercatore
universitario) troviamo i ricercatori universitari. Si diventa
ricercatore universitario a seguito di una valutazione comparativa
bandita dalle singole facoltà universitarie ed espletata da una
commissione di tre membri (un professore ordinario, uno associato e un
ricercatore confermato) che sottopone il candidato a esami scritti e
orali, e alla disamina delle eventuali pubblicazioni a stampa. A
decorrere poi dal terzo anno dalla presa di servizio, il ricercatore
universitario può ottenere la conferma in ruolo da una commissione
nazionale di tre membri.
Attualmente, il ruolo in esaurimento
degli "assistenti ordinari" - che a suo tempo avevano superato un
concorso nazionale ma che non hanno superato, per diversi motivi,
quello di idoneità a partire dal 1980 (anno di entrata in vigore della
nuova normativa sul reclutamento del personale docente universitario) -
è assimilato a quello del ricercatore universitario, col medesimo
trattamento economico.
Il professore incaricato stabilizzato
(anch'esso ruolo in esaurimento), invece, è oggetto di controversia. In
Italia vi sono attualmente (al 23/11/2008) 49 professori "incaricati
stabilizzati" che, per un motivo o per l'altro, non hanno conseguito il
giudizio positivo d'idoneità a partire dal 1982. Essi svolgono attività
didattica al pari di un professore di II fascia, ma godono di una
retribuzione minore.
La stragrande maggioranza delle carriere
universitarie inizia proprio con l'esercizio dell'attività di
ricercatore (anche se tale condizione non è indispensabile); segue poi
la nomina a professore di II fascia e infine la nomina a professore di
I fascia. Teoricamente, questi passaggi possono essere saltati,
cosicché si può divenire direttamente professore di II fascia, o anche
professore di I fascia, anche se ciò è molto improbabile, specialmente
nell'ultimo caso. Sempre in teoria, per vincere una cattedra non è
necessaria neppure la laurea. Nel caso il candidato a un concorso di
professore di I fascia non sia già professore di II fascia confermato,
sarà tenuto a svolgere una lezione cattedratica.
Solitamente,
dopo la laurea specialistica (o laurea di vecchio ordinamento) e prima
di diventare ricercatori universitari, si svolge un dottorato di
ricerca o altra attività di collaborazione presso una cattedra
afferente al settore disciplinare in questione come cultore della
materia ed esercitatore ufficiale dei corsi. Dopo il dottorato di
ricerca, si prosegue ottenendo assegni di ricerca di durata variabile
da uno a quattro anni rinnovabili una sola volta, borse di studio-post
dottorato, oppure contratti di docenza.
Professore. (19 novembre 2009). Wikipedia, L'enciclopedia libera. Tratto il 30 novembre 2009, 19:42 da http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Professore&oldid=28111328.